Pubblicato il da Francesco Galella, Alessio Ippolito
Investire in BTP Oggi Conviene? Esempio e Rendimenti 2025
Viste le continue emissioni di nuovi Buoni Poliennali del Tesoro, in tantissimi ci avete chiesto se investire in BTP oggi conviene, oppure se è meglio approcciarsi verso altre forme di investimento. Come di consueto diciamo, valutare la convenienza o meno di un determinato investimento richiede uno studio attento delle principali variabili e dei maggiori catalizzatori. Abbiamo quindi deciso di strutturare questa guida dall’alto valore informativo, strettamente supportati da un team di massimi esperti nel segmento BTP e BOT.
Valuteremo, anche utilizzando concreti esempi pratici, quali potrebbero essere i potenziali rendimenti dei BTP, come funzionano, cosa sono ed anche come investire sugli stessi. Tutto ciò proponendo anche guide pratiche, in modalità step by step, che ti accompagneranno dalle fasi iniziali, sino a quelle conclusive. Valuteremo inoltre la negoziazione su altri strumenti finanziari, considerati ad oggi più efficienti e con maggiori potenzialità (pur considerando i rischi), proposti dalle migliori piattaforme di investimento, come ad esempio eToro.
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💰 Guadagno: | Interessi periodici (spesso trimestrali) |
🎯 Rendimento: | Variabili a seconda del BTP |
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Cosa sono i BTP?
I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) sono titoli di Stato emessi dal governo italiano per finanziarsi a medio-lungo termine. Rappresentano un prestito fatto dai risparmiatori allo Stato, con l’impegno di restituire il capitale alla scadenza e pagare interessi periodici (cedole) a tasso fisso. La loro durata varia tipicamente da 3 a 50 anni, rendendoli strumenti di investimento apprezzati per la potenziale stabilità. Investire in BTP significa quindi prestare allo Stato, per ottenere il ritorno del capitale, maggiorato degli investimenti periodici sommati tra di loro.
I BTP sono considerati relativamente sicuri, poiché garantiti dallo Stato italiano, ma il loro valore può risentire delle condizioni economiche e politiche. Esistono varianti specifiche, come i BTP Italia, indicizzati all’inflazione nazionale, e i BTP Green, destinati al finanziamento di progetti sostenibili e molte altre tipologie ancora (che avremo modo di affrontare nel corso dell’esposto). Per chi cerca un investimento con flussi cedolari e un’esposizione al debito sovrano italiano, i BTP rappresentano una scelta strategica.
BTP sopra e sotto la pari (100)
I BTP (e in generale le obbligazioni) possono essere scambiati a un prezzo sopra la pari, alla pari o sotto la pari, in base alla loro quotazione rispetto al valore nominale (100).
- ↔️ Alla pari: il prezzo di mercato è 100, quindi chi compra il BTP paga esattamente il valore nominale e riceve le cedole stabilite.
- ⬆️ Sopra la pari: il prezzo è superiore a 100 (es. 105). Questo accade quando i tassi di interesse di mercato sono più bassi rispetto al tasso cedolare del BTP, rendendolo più appetibile. L’investitore paga di più ma riceve le stesse cedole.
- ⬇️ Sotto la pari: il prezzo è inferiore a 100 (es. 95). Succede quando i tassi di mercato sono più alti rispetto alla cedola del BTP. In questo caso, chi acquista ottiene un rendimento extra alla scadenza, poiché incassa 100 rimborsati dallo Stato pagando meno.
BTP e rendimento
Il rendimento di un BTP non dipende solo dalla cedola fissa, ma anche dal prezzo di acquisto e dall’andamento dei tassi di interesse. Esistono due tipi di rendimento principali: il rendimento corrente e il rendimento a scadenza (Yield to Maturity, YTM):
- 💰 Rendimento corrente: è il rapporto tra la cedola annua e il prezzo di acquisto del titolo. Se un BTP con cedola del 4% è comprato a 100, il rendimento corrente è 4%. Se lo stesso titolo è acquistato a 105, il rendimento scende sotto il 4%, mentre se è comprato a 95, il rendimento aumenta.
- 💰 Rendimento a scadenza (YTM): considera non solo le cedole periodiche, ma anche il guadagno (o la perdita) tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso (100). Ad esempio, se si compra un BTP sotto la pari (es. 95), oltre alle cedole si otterrà un guadagno alla scadenza, aumentando il rendimento effettivo. Al contrario, un BTP sopra la pari (es. 105) genera una perdita sul capitale, riducendo il rendimento totale.
Il rendimento di un BTP è influenzato anche dai tassi di interesse di mercato: se i tassi salgono, i prezzi dei BTP scendono e i nuovi titoli offrono cedole più alte, rendendo i vecchi meno attraenti. Se i tassi scendono, accade il contrario. Per questo, chi investe in BTP deve considerare il rendimento a scadenza per valutare l’effettivo e potenziale guadagno. Per puntare su altri potenziali rendimenti, accettando maggiori rischi, si può invece accedere al trading su altri strumenti finanziari:
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Come investire in BTP oggi?
A titoli informativo, vediamo a questo punto di scendere nel concreto e di vedere quali sono i passaggi per poter investire in BTP oggi, in modo del tutto autonomo. Sulla base dei tuoi interessi, per puntare su questo strumenti finanziario, puoi seguire questi step:
- apertura di un conto titoli: si tratta dell’apposita sezione che permette agli investitori retail di accedere agli investimenti su titoli statali, presso un’istituto finanziario (ossia una banca), oppure Poste Italiane;
- partecipare all’acquisto alla sottoscrizione: ricordando che l’importo minimo per poter investire in BTP è spesso pari a 1.000 euro, è possibile acquistare i Buoni Poliennali al momento della loro emissione (con durata solitamente di pochi giorni). In alternativa, si possono acquistare BTP già emessi sul mercato secondario, comprandoli da investitori intenzionati a venderli;
- scelta del BTP: scelta la modalità con cui vuoi approcciarti ai BTP, puoi entrare con le tue credenziali sulla piattaforma e selezionare il BTP di tuo interesse, tra i tanti presenti;
- avvio dell’acquisto: valutate le condizioni, come ad esempio la scadenza ed il potenziale rendimento atteso (anche tramite le percentuali degli interessi proposti), si indica la quantità di Buoni da voler acquistare e si procede con lo scambio.
I BTP acquistati verranno a questo punto conservati all’interno del portafoglio sul Conto Titoli, che è ovviamente tassato (ci sono importi da pagare alla banca per tenerlo aperto). Sulla base delle condizioni di acquisto (vincolanti o meno), è poi possibile vendere i propri asset dopo un determinato periodo di tempo (o meno), recuperando il capitale versato in precedenza, da sommare alle eventuali cedole prese.
Investire in BTP: come funziona
Cerchiamo quindi di addentrarci maggiormente sul lato operativo, valutando le due tipologie di BTP più interessanti e maggiormente selezionate dagli investitori. Da una parte troviamo i BTP a breve termine e dall’altra i BTP a lunga scadenza.
Investire in BTP a breve termine
I BTP con scadenza breve (da 3 a 5 anni) sono scelti da chi cerca un’esposizione limitata alle variazioni dei tassi di interesse. Offrono rendimenti generalmente inferiori rispetto a quelli a lunga scadenza, ma con una minore volatilità e un rischio ridotto di oscillazioni di prezzo. L’investitore incassa cedole periodiche e il capitale alla scadenza, senza subire grandi impatti dai movimenti dei mercati. Sono ideali per chi vuole mantenere la liquidità disponibile in tempi relativamente brevi, magari come alternativa ai conti deposito, o ai titoli BOT.
Se i tassi di interesse si alzano, il prezzo dei BTP brevi può scendere leggermente, ma meno rispetto ai titoli con durata più lunga. Al contrario, se i tassi scendono, questi titoli guadagnano meno valore rispetto ai BTP a lunga scadenza. Per chi vuole investire con un orizzonte temporale contenuto senza esporsi a rischi eccessivi, i BTP brevi rappresentano una potenziale soluzione equilibrata.
Investire in BTP a lunga scadenza
I BTP con scadenza lunga (10, 20 o 30 anni) sono destinati a chi cerca un rendimento potenziale più elevato e può tollerare maggiori oscillazioni di prezzo. Offrono cedole fisse più alte, ma il loro valore di mercato è molto più sensibile alle variazioni dei tassi di interesse: se i tassi salgono, il prezzo di questi titoli cala drasticamente; se scendono, possono registrare forti guadagni in conto capitale. Questi BTP sono spesso usati da investitori di lungo periodo, fondi pensione, o chi vuole cercare un reddito costante per decenni.
Tuttavia, essendo più esposti alla volatilità, possono subire perdite significative se venduti prima della scadenza in un contesto sfavorevole. Sono una scelta strategica per chi crede in un futuro di tassi bassi, o per chi vuole proteggersi dall’inflazione con titoli indicizzati, come i BTP Italia. Anche in questo caso, tuttavia, le percentuali dei rendimenti restano davvero esigue, come avremo modo di esporre nelle righe successive. Valuta sempre se il gioco vale la candela.
Rendimenti dei BTP oggi
Parliamo a questo punto dei rendimenti derivati dai BTP, ossia quanto è possibile guadagnare investendo in questa tipologia di asset. Tralasciando i Buoni storici, che permettevano spesso di ottenere anche oltre il 4% di interessi loro annui, ad oggi la situazione è nettamente cambiata. Considerando uno degli ultimi BTP emessi, ossia i BTP Più, è possibile considerare un tasso annuo lordo del 2,80%, che dovrebbe salire al 3,60% dopo i primi 4 anni di mantenimento dell’investimento (ossia a metà durata, vista la loro scadenza ad 8 anni).
Facendo rapidi calcoli basilari, tenendo bene a mente tutto il periodo di 8 anni ed i tassi previsti (che ricordiamo essere sempre lordi), si avrebbe un rendimento medio annuo pari al 3,2%. A questo bisogna ovviamente aggiungerci la presenza delle tassazioni, anche se applicate in modo agevolato (per questa tipologia di strumenti), rispetto ad investimenti su altri asset finanziari. Risulta chiaro che l’interesse, a fronte di un capitale immobilizzato, parla da solo. Ad oggi, diverse banche, offrono addirittura interessi maggiori, solo per conservare in deposito le medesime somme.
Investire in BTP: esempio pratico
Per comprendere meglio l’impatto di questi rendimenti, consideriamo un investimento di 10.000 euro nel BTP. Nei primi quattro anni, con un tasso del 2,8%, l’investitore riceverà 280 euro lordi all’anno, suddivisi in quattro cedole trimestrali da 70 euro lordi ciascuna. Dopo la tassazione del 12,5%, ogni cedola netta sarà di 61,25 euro, per un totale annuo netto di 245 euro. Nel secondo quadriennio, con il tasso aumentato al 3,6%, l’investitore otterrà 360 euro lordi all’anno, equivalenti a quattro cedole trimestrali da 90 euro lordi.
Dopo la tassazione, ogni cedola netta sarà di 78,75 euro, con un totale annuo netto di 315 euro. Se l’investitore mantiene il titolo fino alla scadenza degli 8 anni, avrà ricevuto complessivamente 2.240 euro lordi in cedole, corrispondenti a 1.960 euro netti. Inoltre, alla scadenza, verranno restituiti i 10.000 euro di capitale iniziale. È importante considerare che, se l’investitore opta per il rimborso anticipato dopo quattro anni, riceverà il capitale investito senza penali, ma rinuncerà ai rendimenti più elevati previsti per il secondo quadriennio.
Su quali BTP investire?
Abbiamo a questo punto deciso di focalizzare l’attenzione su alcuni dei BTP più famosi degli ultimi tempi, anche per cercare di capire quali sono le caratteristiche da valutare e che portano un esperto a selezionare i migliori BTP da investimento.
- BTP Più: lo abbiamo esaminato in precedenza ed è uno dei BTP del 2025 sicuramente più interessanti. Ha una durata pari ad 8 anni, che può quindi considerarsi media rispetto a tutti i BTP storici emessi dallo Stato ed offre una percentuale lorda per i primi 4 anni del 2,8% e del 3,6% per gli ultimi 4 anni.
- BTP Valore: uno dei BTP più interessanti, ancora ad oggi attivo, è stato il BTP valore emesso nel 2023, che offre il 4,10% per i primi 3 anni ed il 4,50% (si tratta di uno dei rendimenti più alti della storia) per i due anni successivi. La sua scadenza avverrà nel 2028, con un bonus finale pari allo 0,50%, in caso di mantenimento della posizione fino alla scadenza.
🏷️ BTP | 📅 Scadenza |
BTP Tf 1.50% Gn25 | 1 Giugno 2025 |
BTP Tf 3.50% Ge26 | 15 Gennaio 2026 |
BTP Tf 2.95% Fb27 | 15 Febbraio 2027 |
BTP Tf 1.10% 1p27 | 1 Aprile 2027 |
BTP Tf 1.35% Ap30 | 1 Aprile 2030 |
BTP Tf 1.65% Mz32 | 1 Marzo 2032 |
Qui in alto, trovi invece alcuni dei BTP Italia più rilevanti.
Investire in BTP oggi conviene?
Alla fine dell’esposto, tirando le dovute conclusioni, investire in BTP oggi conviene? Secondo la maggior parte degli analisti, investire oggi in BTP non rappresenta una scelta efficiente, qualora il proprio obiettivo sia quello di far potenzialmente fruttare i propri capitali in modo considerevole. Lo abbiamo infatti visto dalle percentuali lorde di interessi che, se trasformate in nette, mettono in evidenza un rendimento pressocché molto esiguo. La convenienza di puntare su questo strumento dipende quindi dai propri obiettivi personali.
Considera che, per cercare di ottenere rendimenti “interessanti” periodici, dovresti immobilizzare una quantità di capitali davvero colossale. Nell’esempio di prima, 10.000 euro permetterebbero di ottenere circa 70 euro ogni 3 mesi (praticamente il costo di qualche abbonamento mensile e nulla di più). Di contro, rappresentano una scelta valida per chi vuole ottenere cedole molto basse, senza sforzarsi più di tanto ed accettando un livello di rischio davvero molto basso (che tuttavia non potrà mai portare grossi frutti).
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Investire in BTP oggi: pro e contro
Per cercare di comprendere se investire in BTP oggi conviene, oppure no, è bene approfondire i potenziali punti di forza ed i possibili punti di debolezza (ossia i vantaggi e gli svantaggi).
Vantaggi di investire in BTP
✅ Tra i vantaggi (pro) dei BTP citiamo:
- alto grado di sicurezza: seppur – come scopriremo a breve – la sicurezza non sia mai garantita al 100%, i BTP sono strumenti relativamente con bassissimo grado di rischio;
- gestione patrimoniale con istituti solidi: l’acquisto e lo scambio dei Buoni del Tesoro Poliennali è processato tramite banche, Poste Italiane ed istituti autorizzati, che gestiscono la pratica;
- flessibilità: molti BTP sono flessibili, nel senso che permettono agli investitori di recuperare il capitale immobilizzato, senza nessuna penale, dopo il raggiungimento di un determinato periodo di tempo.
Svantaggi di investire in BTP
❌ Tra gli svantaggi (contro) dei BTP ricordiamo:
- rendimenti esigui: capire che i rendimenti dei BTP sono relativamente bassi è molto intuitivo (difficilmente si supera il 4% lordo annuo);
- tassazioni: seppure dobbiamo ricordare la presenza di tassazioni agevolate al 12,5% (solamente su alcuni prodotti statali), questi aspetti vanno inseriti nel computo complessivo dei costi (assieme a quelli sul Conto Titolo aperto in banca). Pur applicando tasse sulle plusvalenze, le operazioni tramite i migliori broker di trading, come FP Markets (vai qui per approfondire) non applicano costi fissi sulla gestione, ma solo bassissimi spread;
- vincoli: una volta versati (su specifici Buoni), i capitali non possono più essere ritirati dall’investitore e quindi non possono essere utilizzati su altre forme di investimento.
Investire in BTP è sicuro?
Prima di passare agli aspetti conclusivi, vogliamo rispondere ad una domanda specifica: è sicuro investire in BTP oggi? Per questa domanda è opportuno considerare sempre diversi aspetti. I BTP non rappresentano ovviamente una truffa e sono strumenti potenzialmente sicuri, nel senso che sono emessi direttamente dallo Stato (che non può di certo truffare i suoi cittadini). Sono regolamentati e quindi considerati sicuri (nel senso che nessuno può proporti acquisti illeciti, a patto di selezionare i giusti canali di acquisto autorizzati).
Cambiando discorso, ma restando sempre in tema: i BTP offrono rendimenti sicuri al 100% e matematici? No, dato che anche lo Stato Italiano può subire (seppur in percentuali molto basse) crisi e default finanziari tali da non poter più rimborsare interessi, o restituire fondi presi in prestito. Si tratta ovviamente di ipotesi davvero molto rare, ma che ricordano come anche i Buoni Poliennali del Tesoro non siano di certo scevri da rischi al 100% (la componente del rischio va quindi sempre considerata, qualsiasi sia l’investimento scelto).
Investire in BTP o BOT?
In molti ci avete chiesto se ad oggi sia meglio investire in BTP, oppure investire in BOT. Questi ultimi, chiamati anche Buoni Ordinari del Tesoro, sono titoli Statali che – seppur con alcune caratteristiche simili rispetto ai Buoni del Tesoro Poliennali – mostrano differenze specifiche da dover considerare:
- 📌 lasso temporale: di norma, i BOT hanno scadenze molto più repentine rispetto ai BTP (che possono arrivare anche ad oltre i 30 anni) e questo li rende più adatti che per chi cerca esposizioni nel breve, al massimo medio periodo;
- 📌 percentuale del rendimento: di norma, avendo una durata temporale solitamente più estesa, i rendimenti dei BTP sono superiori rispetto a quelli dei BOT, ma non di certo scevri da rischi (che devono essere considerati su ambedue gli strumenti);
- 📌 grado di volatilità: i BTP sono solitamente considerati dagli esperti leggermente più volatili rispetto ai BOT, anche perché possono essere influenzati da diverse variazioni e fluttuazioni di mercato.
In definitiva, la scelta tra BTP e BOT dipende essenzialmente dai tuoi interessi, obiettivi e tipologia di investimento che vuoi attuare. Considera sempre un buon bilanciamento del portafoglio, valuta gli aspetti positivi e quelli negativi, decidendo con la tua testa.
Conclusioni
Con la nostra guida informativa di oggi abbiamo cercato di rispondere alle principali domande su come e dove investire in BTP oggi, valutando anche – in modo imparziale – la convenienza o meno di puntare su questo specifico prodotto dello Stato (sia Italiano, che di altri Paesi, come ad esempio Romania, Albania e così via). Come suggerimento finale, ricorda sempre di valutare attentamente i principali pro e contro, scegliendo sempre con la tua testa se accontentarti di interessi esigui, o se utilizzare i tuoi capitali sui mercati finanziari, puntando a qualcosa di più grande, pur considerando maggiori rischi.
Domande frequenti
Prima di lasciarti, vogliamo rispondere ad alcune domande e risposte su investire in BTP oggi, poste dai nostri carissimi lettori.
Conviene investire in BTP oggi?
Se l’obiettivo dell’investitore è quello di cercare di ottenere rendimenti interessanti sui propri capitali investiti, allora investire in BTP oggi non è una delle soluzioni più scelte. Cercare di ottenere rendimenti migliori, significa – di contro – accettare tuttavia rischi maggiori rispetto a quelli dei Buoni del Tesoro Poliennali.
Conviene investire 10000 euro in BTP?
La convenienza di investire 10000 euro in BTP dipende essenzialmente dai tuoi obiettivi finanziari. Con questa somma ed un tasso lordo annuo del 2,8% (con scadenza ad 8 anni), si ottengono circa 70 euro lordi ogni 3 mesi. Valuta tu stesso la convenienza di questa somma.
Quanto investire in BTP?
Ognuno è libero, al momento dell’emissione, di utilizzare la somma di propria preferenza (con un minimo che corrisponde spesso a 1.000 euro). Si possono così investire 5.000 euro in BTP, investire 50.000 euro in Buoni del Tesoro, o qualsiasi altra somma, senza eccedere al massimale.