Pubblicato il da Alessio Ippolito, Mario Velluti, Francesco Galella
Investire in Derivati: Cosa Significa, Perché e Conviene?
Investire in derivati conviene? O meglio, che vuol dire investire in derivati? Siamo davvero davanti ad una buona opportunità per chi vuole iniziare ad investire in borsa in modo pratico. Oppure si tratta di quel mostro biblico di cui tutta la stampa – soprattutto non specializzata – parla spesso a sproposito Proprio di questo ci occuperemo nel corso della nostra guida informativa, a cui hanno partecipato diversi esperti del settore, per poterti offrire un reale valore aggiunto, in modo semplice e con parole alla portata di tutti (come piace fare a noi di Investireinborsa.org).
Parleremo della natura dei diversi tipi di derivati, nonché delle opportunità che offrono a chi vuole provare a far crescere i propri capitali sul mercato. Lo faremo anche analizzando quello che hanno da offrire broker di qualità, che commerciano in derivati e nello specifico in contratti per differenza. Quello che vogliamo raggiungere è un atteggiamento più intelligente, sfruttando anche le potenzialità e gli strumenti messi a disposizione da broker efficienti e validi per questa metodologia specifica, come ad esempio eToro (disponibile anche in conto demo).
👉 Clicca qui per registrarti su eToro e testare la demo gratuita
➡️ Quali sono i derivati: | Futures / Opzioni / CFD |
📈 Come investire in derivati: | Aprendo posizioni al rialzo, o al ribasso |
📱 Dove investire in derivati: | Migliori piattaforme di investimento |
❌ Quali sono i rischi: | Rischio di mercato dettato dalla volatilità |
👇 Piattaforme certificate per investire in derivati 👇
Cosa significa investire in derivati?
Potremmo parlare per ore dei contratti derivati senza aver esaurito gli argomenti. Ma non è questo lo scopo di questa guida. La nostra introduzione sarà dunque breve e dritta al punto. Cosa sono i derivati? I derivati sono dei contratti, il cui valore segue quello di un titolo presente sul mercato. Non ci piacciono mai le definizioni scolastiche, perché spesso non sono in grado di cogliere il punto che davvero ci interessa.
I contratti derivati funzionano nel seguente modo: un investitore decide di speculare sul prezzo di un determinato asset finanziario, come ad esempio azioni, obbligazioni, materie prime, valute, o indici di Borsa, senza possedere alcuno strumento in modo fisico. I derivati non hanno valore proprio, ma riflettono il prezzo dell’asset di riferimento. Si usano per copertura (hedging), speculazione o arbitraggio. I principali tipi sono futures, CFD, opzioni, swap e forward.
Possono amplificare guadagni e perdite, rendendoli potenti ma rischiosi. Sono scambiati in borsa (derivati standardizzati) o over-the-counter (personalizzati). Possono altresì essere a leva, richiedendo meno capitale per esporsi a movimenti di prezzo significativi. Grandi crisi finanziarie, come quella del 2008, hanno avuto i derivati tra le cause. Il loro valore può cambiare rapidamente con le condizioni di mercato. Regolamentazione e trasparenza sono fondamentali per evitarne usi impropri.
Investire in derivati con CFD
La prima tipologia di contratti, valida per investire in derivati, è quella dei CFD, ossia contratti per differenza. Cerchiamo di dare una definizione elementare, così che tu possa comprendere nel pratico come funzionano, senza grossi paroloni. Si tratta di strumenti che, come intuito, replicano l’andamento di un determinato strumento finanziario. Non hanno nessun obbligo specifico (come magari altri strumenti che vedremo a seguire) e ti permettono di aprire due posizioni differenti, senza possedere alcun asset finanziario.
Nel dettaglio, puoi aprire una posizione di acquisto (che è chiamata anche buy), se ipotizzi che il prezzo dell’azione, della criptovaluta e cosi via, aumenterà nel corso del tempo. Di contro, puoi anche agire al ribasso, con posizioni di vendita allo scoperto (chiamate anche sell), se pensi che il valore dell’asset scenderà nel corso del tempo. Si chiama vendita allo scoperto proprio perché vendi prima ancora di acquistare. Si tratta di un meccanismo rivoluzionario, che ha modificato il modo di investire di molti trader ed appassionati di Borsa.
👉 Clicca qui per scoprire i CFD sul broker
Investire in derivati Futures
I futures sono contratti standardizzati negoziati in Borsa, che obbligano due parti a scambiarsi un bene, o un’attività finanziaria a una data futura prestabilita e a un prezzo concordato oggi. Sono utilizzati per proteggersi dalle fluttuazioni di prezzo (hedging), o per speculare sulle variazioni future di un asset. Un esempio pratico: un agricoltore può vendere un future sul grano per garantirsi un prezzo fisso al raccolto, mentre un trader può acquistarlo scommettendo su un rialzo. Essendo strumenti a margine, richiedono il versamento di una garanzia iniziale.
Sono regolati da meccanismi di aggiustamento giornaliero (mark-to-market). Il loro valore varia in base alla domanda e all’offerta nel mercato dei derivati. I futures esistono su molteplici asset, come indici azionari, valute, tassi d’interesse e materie prime. Il loro impiego è comune tra aziende, hedge fund e investitori istituzionali. Il rischio principale è la volatilità: se il mercato si muove in direzione opposta alla previsione, si possono subire perdite significative. Inoltre, la leva finanziaria aumenta l’esposizione, amplificando guadagni e perdite.
Investire in Swap
Gli swap sono accordi finanziari in cui due controparti si scambiano flussi di cassa in base a condizioni prestabilite. Non sono strumenti scambiati in Borsa, ma vengono negoziati over-the-counter (OTC), quindi personalizzati secondo le esigenze dei contraenti. Il più comune è l’interest rate swap, usato da aziende e istituzioni per trasformare tassi di interesse variabili in fissi (o viceversa). Un esempio: un’azienda con un prestito a tasso variabile può scambiarsi con una banca per pagare un tasso fisso, ottenendo così maggiore prevedibilità sui costi.
Esistono anche currency swap, che riguardano il cambio di valute per mitigare il rischio di oscillazioni nel mercato dei cambi. I commodity swap, invece, permettono di stabilizzare i costi di materie prime come petrolio o gas naturale. A differenza di futures e opzioni, non hanno un valore di mercato giornaliero, ma il loro valore si aggiorna in base alle condizioni economiche e finanziarie. Poiché gli swap non sono standardizzati, la loro liquidità dipende dall’accordo tra le parti. Sono strumenti avanzati, utilizzati principalmente da istituzioni finanziarie e grandi aziende.
Investire in Opzioni
Le opzioni sono strumenti finanziari derivati che danno il diritto, ma non l’obbligo, di comprare (call), o vendere (put), un’attività sottostante a un prezzo stabilito entro una certa data. Rispetto ai futures, dove il contratto è obbligatorio, le opzioni offrono maggiore flessibilità. Un investitore che acquista una call spera in un aumento del prezzo dell’asset, mentre chi compra una put punta a una discesa. Le opzioni hanno un premio, cioè il costo pagato per acquisire il diritto di esercitare il contratto.
La loro complessità deriva dai diversi fattori che influenzano il prezzo: volatilità, tempo alla scadenza, tassi d’interesse e prezzo dell’asset sottostante. Si possono usare per speculazione, copertura dal rischio, o per strategie più avanzate, come spread e straddle. Inoltre, chi vende opzioni incassa il premio, ma assume il rischio di dover rispettare il contratto se l’acquirente decide di esercitarlo. Esistono due tipologie: opzioni americane, dove il loro esercizio può avvenire in ogni momento prima della scadenza, e opzioni europee, esercitabili solo a scadenza.
Investire in Forward
I forward sono contratti personalizzati in cui due parti si impegnano a scambiarsi un’attività sottostante a un prezzo concordato, anche in questo caso in una data futura. A differenza dei futures, che sono standardizzati e scambiati su mercati regolamentati, i forward sono contratti over-the-counter (OTC) e possono essere adattati alle esigenze delle controparti. Sono ampiamente usati nel mercato valutario, ad esempio dalle aziende che operano a livello internazionale per proteggersi dalle fluttuazioni del cambio.
Un esempio concreto: un importatore italiano che sa di dover pagare una fornitura in dollari tra sei mesi, può stipulare un forward per bloccare oggi il tasso di cambio ed evitare rischi futuri. Lo stesso vale per materie prime, o altri asset finanziari. A differenza dei futures, i forward non sono soggetti ad aggiustamenti giornalieri (mark-to-market), il che significa che il rischio di credito è più elevato: se una delle due parti non rispetta il contratto alla scadenza, l’altra subisce una perdita diretta. Questo rischio è mitigato se il contratto è stipulato con una banca, o un intermediario solido.
Come investire in derivati?
Abbiamo compreso le principali differenze tra le diverse tipologie esistenti, vediamo ora come investire in derivati, tramite lo strumento che – a nostro avviso – si presta maggiormente per un investitore retail, ossia i CFD. Ecco come procedere in soli 5 passi:
- Fase 1: registrati su un broker efficiente e che permetta ovviamente di accedere ai contratti per differenza (nel paragrafo in basso trovi la metodologia di scelta e la lista ufficiale);
- Fase 2: verifica dell’identità, obbligatoria per legge, tramite il caricamento di un documento di riconoscimento in corso di validità (va bene anche il passaporto);
- Fase 3: inserimento di un deposito minimo (come ricordavamo, broker efficienti come eToro ti permettono di iniziare anche con soli 50 euro);
- Fase 4: ricerca degli strumenti di tuo interesse, tra i tanti mercati disponibili e tra le tante asset class di investimento (i CFD si prestano infatti a tutte le categorie di strumenti finanziari);
- Fase 5: avvio dell’investimento, tramite l’apertura delle posizioni di acquisto, o di vendita (ricorda anche di settare stop loss e take profit, ossia strumenti che ti permettono di chiudere una posizione al raggiungimento di un determinato livello).
👉 Vai qui per accedere agli strumenti derivati
Dove investire in derivati?
Ti consigliamo di tenere conto soltanto dei broker per fare trading online che possono effettivamente offrirti una base solida sulla quale investire. È facile individuarli? Relativamente, se seguirai la nostra lista di consigli, preparata appositamente per te dal nostro team di analisti (con alle spalle oltre 15 anni di esperienza):
- il broker deve avere necessariamente una licenza europea: ovvero di una licenza rilasciata da CySEC, FCA, o dalle omologhe degli altri paesi dell’Unione;
- il broker non deve mai e poi mai offrirti dei guadagni facili: perché quando ti offre ciò, c’è sempre puzza di truffa. Non è mai facile guadagnare sui mercati e chi ti dice di avere dei sistemi e dei prodotti per investire in derivati senza sforzo e guadagnando certamente, è una truffatore;
- la piattaforma deve essere intuitiva: scegli solamente operatori con piattaforme facili da utilizzare e da gestire, soprattutto se sei un principiante alle prime armi;
- nessun costo nascosto: sappiamo con certezza che i broker di derivati CFD non applicano costi fissi sull’eseguito, ma solamente bassissimi spread (ossia lo scarto tra valore di acquisto e quello di vendita) – chi aggiunge costi accessori, va depennato dalla lista.
Seguendo queste due regole basilari, ecco i migliori broker per investire in derivati:
- 📌 eToro (vai qui per approfondire)
- 📌 FP Markets (vai qui per approfondire)
- 📌 Capital.com (vai qui per approfondire)
Perché investire in derivati?
Abbiamo un mucchio di buoni motivi per consigliare ai nostri lettori l’utilizzo di derivati rispetto all’investimento diretto. Dall’esempio che abbiamo fatto in apertura il funzionamento degli uni e degli altri potrebbe sembrare assolutamente identico. E invece ci sono molte differenze, che – a nostro modo di vedere le cose – sono comunque a vantaggio di chi investe con questo tipo di prodotti.
Eccoli a seguire:
- 🏷️ puoi investire allo scoperto: il che vuol dire che puoi comprare anche dei contratti short, ovvero dei contratti che permettono di investire al ribasso;
- 🏷️ puoi frazionare il valore del contratto minimo: se volessi investire direttamente in asset costosi, dovresti sborsare la quantità di contratto minimo richiesta. Invece, con i CFD, puoi acquistare una frazione, anche la più piccola, per partire senza grosse somme;
- 🏷️ investimento minimo basso: diversamente da altri strumenti, ti permettono di iniziare anche con somme esigue, da appena 50 euro;
- 🏷️ puoi comprare e vendere in ogni momento: perché il “banco”, per contratto, deve sempre riacquistare i tuoi contratti al valore di mercato, in qualunque momento;
- 🏷️ facili da utilizzare: la presenza delle migliori piattaforme di trading ha ampiamente agevolato le operazioni, permettendo di agire sui mercati in pochi click.
Si tratta di vantaggi enormi, ma sicuramente non gli unici per chi investe in derivati tramite CFD e non tramite acquisto diretto. Vantaggi di grandissimo spessore, che hanno reso gli strumenti derivati (uno fra tutti i contratti per differenza) una delle scelte più popolari per chi ha deciso di investire in Borsa.
Conviene investire in derivati?
Non è nella nostra indole consigliare un determinato investimento piuttosto che un altro. Essendo sempre dalla parte dei nostri lettori e volendo lasciare un alto valore informativo, indichiamo sempre i pro, ossia i punti di forza, ma anche i contro, ossia gli eventuali punti di debolezza. Questo per permetterti di capire in modo del tutto autonomo, se investire in derivati conviene (per te), oppure no.
🟢 Punti di forza | 🔴 Punti di debolezza |
Molti derivati sono scambiati su mercati regolamentati ed offrono alta liquidità. | Non acquisti l’asset fisico (ad esempio per le azioni non puoi ottenere dividendi). |
Bassissimi spread e zero costi fissi sugli eseguiti. | Il valore dei derivati può cambiare in modo repentino, evidenziando alta volatilità. |
Offrono strumenti avanzati per speculare sulle variazioni dei prezzi. | Sono complessi da capire, ad eccezione dei CFD (molto più semplici). |
Possibilità di utilizzare anche la leva finanziaria. | La leva finanziaria aumenta in modo esponenziale anche il rischio. |
Commento del nostro esperto in derivati 👔
Si tratta senza ombra di dubbio di uno strumento valido da anni per poter negoziare ed utilizzabile anche per attuare strategie di diversificazione del portafoglio (accostando quindi investimenti diretti, ad investimenti con strumenti derivati). Presta tuttavia sempre attenzione ai rischi, soprattutto su asset class più volatili di altre (si pensi alle azioni e criptovalute).
Conclusioni
Concludendo, riteniamo che i derivati possano essere una forza molto positiva del mondo degli investimenti, a patto che i soggetti coinvolti sappiano effettivamente di cosa si tratta. Contestualmente, riteniamo che i broker migliori per questo tipo di titoli siano quelli che ti abbiamo elencato nel corso della nostra guida. Con loro hai la certezza di poter investire tramite derivati, con le migliori condizioni presenti sul mercato, anche partendo da una comodissima demo a costo zero.
Domande frequenti
Seguono alcune FAQ su investire in derivati.
Quali sono i rischi di investire in derivati?
Come esposto nella nostra spiegazione semplice sugli strumenti derivati, il principale rischio è associato alla volatilità, ossia alle variazioni repentine dei prezzi sul mercato.
Come si guadagna con i derivati?
Aprendo una posizione di acquisto si ottengono potenziali profitti se il prezzo dell’asset sale (di contro si registrano perdite). Aprendo una posizione di vendita si ottengono possibili profitti se il prezzo dell’asset scende (di contro si registrano perdite).
Dove si comprano i derivati?
Per comprare derivati (o attuare strategia di vendita allo scoperto), puoi utilizzare i CFD messi a disposizione dai migliori broker di trading, che abbiamo esposto nella nostra guida con spiegazione semplice sui strumenti derivati.